Bocciato il ricorso dei No Ponte, condannati a pagare

09.01.2025

Sentenza storica: la Cassazione rigetta il segreto sui ricorrenti e boccia il ricorso

Roma, 1 gennaio 2025 – La Corte di Cassazione torna a far parlare di sé con una nuova decisione destinata a diventare un precedente fondamentale. 

Il Tribunale, guidato dal Presidente Claudia Pedrelli, ha respinto la richiesta di mantenere segreti i nominativi dei ricorrenti in un caso che, già di per sé, sta suscitando ampio clamore.

La Corte, composta anche dal giudice Daniela Cavaliere e dal relatore Luigi D'Alessandro, ha motivato il rigetto affermando che le ragioni presentate dai ricorrenti erano "evanescenti ed ipotetiche". Secondo quanto riportato nelle motivazioni, i ricorrenti stessi avrebbero ammesso che il procedimento non ha ancora superato la fase di approvazione del progetto definitivo da parte del CIPESS. Un passaggio cruciale, questo, che rende ogni pregiudizio prospettato da loro privo di fondamento concreto.

Un iter regolare e trasparente

La sentenza chiarisce inoltre che, fino a questo momento, tutte le procedure sono state svolte in piena regola, con un costante aggiornamento del progetto definitivo. Questo elemento rappresenta un'ulteriore sconfitta per i ricorrenti, i quali sembrano aver presentato un ricorso privo di basi giuridiche solide.

Tra gli avvocati firmatari del ricorso spicca il nome di Aurora Notarianni, già al centro di polemiche nei giorni scorsi per una discussa vacanza a Shanghai. Le sue foto mentre elogia sviluppo e progresso orientale hanno suscitato scalpore, in netto contrasto con la sua battaglia contro il progetto contestato in Italia. Per gli asiatici l'avvocato rema a favore, per il sud e l'Italia contro. predica bene e razzola male si dice.

Una condanna che fa rumore

Questa decisione della Cassazione rappresenta un duro colpo per i ricorrenti, ma anche una lezione per chi tenta di ostacolare progetti pubblici senza una solida base legale. La sentenza è stata accolta con entusiasmo dai sostenitori del progetto, che non hanno esitato a definire i ricorrenti "cavernicoli".

Dietro la provocazione, però, si cela un'amara realtà per chi si oppone al progresso: il sistema giudiziario italiano sembra non avere più pazienza per ricorsi che rallentano lo sviluppo senza validi motivi.

Un messaggio chiaro al futuro

La Cassazione ha tracciato una linea netta, non solo bocciando il ricorso ma rifiutando di avallare la richiesta di anonimato. Questo episodio manda un messaggio chiaro: la giustizia italiana non tollererà più l'utilizzo strumentale delle aule di tribunale per ritardare il progresso, soprattutto quando non vi sono i presupposti giuridici per farlo.

Per i ricorrenti, la sentenza rappresenta una doppia sconfitta: non solo la bocciatura del ricorso, ma anche l'esposizione pubblica di una battaglia che, a questo punto, appare come una guerra persa in partenza.

Una città metropolitana a un bivio: il futuro tra progresso e sabotaggio

Una città metropolitana, quella di Reggio Calabria straordinariamente bella, ricca di storia e cultura, ma soffocata per decenni da una gestione inefficiente, si ritrova oggi di fronte a una delle sfide più grandi della sua storia recente. La possibilità di uscire dall'immobilismo e proiettarsi verso un futuro di progresso e modernità è finalmente a portata di mano.

Progetti di ampio respiro verranno creati solo grazie o di riflesso al progetto del Ponte – dall'alta velocità ferroviaria all'elettrificazione della ferrovia ionica, il metrò Reggio-Messina-Catania, passando per il Museo del Mare e nuove infrastrutture viarie – sono pronti a rivoluzionare il territorio, portando benefici e investimenti non solo a una città, ma a due intere regioni. Eppure, mentre si materializza questa concreta opportunità di rinascita, continua la critiche, il sarcasmo e, cosa ancor più grave, il tentativo di sabotaggio (più politico).

Un'opportunità di rinascita storica

Questa terra, che ha visto prosperità al tempo del Regno delle Due Sicilie e splendore in epoca greca, attende da troppo tempo una svolta. Gli interventi previsti promettono di trasformare la città metropolitana in un centro strategico per la mobilità, il turismo e lo sviluppo economico, rendendola finalmente competitiva con le altre grandi realtà del Paese, ponendola al centro (come lo è sempre stata geograficamente) del progetto di collegamento Nord Sud.

Gli investimenti sono imponenti, i progetti ambiziosi e strettamente collegati tra loro. Un'infrastruttura moderna potrebbe significare non solo maggiore efficienza e qualità della vita per i cittadini, ma anche un rilancio delle imprese locali e una rinnovata attrattività turistica.

Il prezzo del progresso

È innegabile che, come in ogni grande trasformazione, ci saranno sacrifici da affrontare. Alcuni perderanno qualcosa, altri dovranno cambiare le proprie abitudini o adattarsi a un nuovo contesto urbano. Ci saranno traslochi, modifiche alla progettualità di vita, e forse anche qualche rinuncia personale. Rimborsi insufficienti e burocrazia. 

Ma ciò che è in gioco è ben più grande: si tratta del destino di centinaia di migliaia di persone, solo nella nostra città metropolitana, la svolta di luoghi come Villa e dintorni, che potrebbero rinascere dall'attuale disastro e di un'intera comunità che ha atteso troppo a lungo una svolta epocale.

Stiamo parlando della città metropolitana di Reggio, ma il progetto è per Messina, Taormina, Catania, Siracusa e tutta la Sicilia, il riscatto è pronto e questo treno del futuro non possiamo perderlo.

Andrea Ruggeri

Ps. per chi volesse leggere la sentenza e i nomi dei condannati a pagare le spese processuali è solo cliccare qui