Etna Mungibeddu si fa sentire e vedere

16.03.2025

L'Etna torna a farsi sentire: esplosioni, fontane di lava e tremori avvertiti fino a Reggio Calabria

L'Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa, ha ripreso la sua intensa attività eruttiva con una fase stromboliana particolarmente vigorosa. L'eruzione, iniziata nella serata di ieri, è caratterizzata da boati e fontane di lava provenienti dai crateri sommitali. Le esplosioni sono state chiaramente percepite in tutta la provincia di Reggio Calabria, lungo la costa jonica e persino nella città di Reggio, suscitando curiosità e preoccupazione tra gli abitanti.

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo di Catania, sta monitorando attentamente il fenomeno. Al momento, non è stata segnalata la presenza di una nube di cenere vulcanica, ma l'attività sismica del vulcano è in aumento. I tremori nei condotti magmatici sono passati da un livello medio a medio-alto, segnalando una maggiore pressione all'interno dell'edificio vulcanico.

A seguito di questa evoluzione, gli esperti dell'INGV hanno innalzato l'allerta VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) da verde a giallo e successivamente ad arancione. Nonostante ciò, l'attuale eruzione non sta compromettendo la piena operatività dell'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.

L'attività dell'Etna era già stata intensa nelle scorse settimane. A partire dall'8 febbraio 2025, una nuova eruzione si era manifestata con l'apertura di una bocca effusiva alla base del cratere Bocca Nuova, a circa 3.050 metri di altitudine. Da questa bocca, una colata lavica aveva iniziato a fluire lentamente verso sud-ovest, raggiungendo un'altitudine di 1.800 metri senza rappresentare una minaccia immediata per le aree abitate.

L'imponente spettacolo naturale ha attirato numerosi turisti desiderosi di ammirare da vicino l'eruzione. Tuttavia, l'imprudenza di alcuni visitatori ha destato preoccupazioni tra i soccorritori: sono stati segnalati casi di ipotermia, distorsioni e altri infortuni a causa della vicinanza alle colate laviche. Per questo motivo, le autorità locali hanno introdotto restrizioni e invitato il pubblico a mantenere una distanza di sicurezza.

Non solo l'Etna è protagonista di questo periodo di intensa attività vulcanica, ma le sue eruzioni hanno anche avuto ripercussioni sul traffico aereo. Il 12 febbraio 2025, una colonna di fumo e lava si era alzata dal vulcano, costringendo alla chiusura di tre settori dell'aeroporto di Catania a causa della cenere vulcanica dispersa nell'atmosfera.

Più recentemente, il 15 marzo 2025, l'Etna ha mostrato una nuova fase esplosiva con forti boati e tremori avvertiti in diverse aree, in particolare sul versante di Linguaglossa. L'intensa attività stromboliana ha illuminato il cielo notturno, regalando uno spettacolo impressionante agli osservatori.

Le autorità continuano a monitorare attentamente l'attività del vulcano e invitano la popolazione e i turisti a rispettare le indicazioni di sicurezza per evitare incidenti. La situazione rimane sotto controllo, ma l'Etna continua a ricordare la sua natura imprevedibile e spettacolare.