Guerra tra Ruanda e Congo
Goma: il nuovo epicentro della guerra africana tra RDC e Ruanda
La città di Goma, nell'est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), è divenuta il simbolo di un conflitto complesso e devastante che affonda le sue radici in decenni di tensioni regionali. Questo territorio, ricchissimo di risorse naturali come oro, diamanti e cobalto, è ora teatro di una guerra che sta causando distruzione, morte e una crisi umanitaria di proporzioni drammatiche.
L'assassinio del governatore militare
La spirale di violenza è culminata con l'assassinio del governatore militare di Goma, vittima di un'imboscata organizzata dai miliziani. Questo evento ha destabilizzato ulteriormente una regione già al collasso e ha messo in luce la fragilità delle istituzioni locali nel gestire una situazione che coinvolge forze esterne e interne.
Le radici del conflitto: rifugiati e risorse contese
La guerra tra Ruanda e RDC affonda le sue radici nel genocidio ruandese del 1994, quando centinaia di migliaia di tutsi ruandesi cercarono rifugio in Congo, fuggendo dalla violenza che aveva sconvolto il loro Paese. I congolesi li accolsero, offrendo cibo, istruzione e protezione. Tuttavia, con il tempo, questa dinamica di solidarietà si è trasformata in un terreno fertile per tensioni politiche e militari.
Oggi, molti di quei rifugiati, ormai integrati nel sistema ruandese, sono diventati alleati del governo di Kigali, che sostiene il Movimento 23 Marzo (M23). Questo gruppo armato, accusato di essere un'estensione degli interessi del Ruanda nella RDC, ha avviato una violenta campagna militare per il controllo della regione.
Fuga disperata e crisi umanitaria
Le immagini che arrivano da Goma sono apocalittiche. Centinaia di migliaia di congolesi stanno fuggendo verso il centro-nord del Paese, cercando riparo dall'avanzata delle forze ruandesi e dell'M23. Intere famiglie camminano per giorni con il poco che sono riuscite a portare con sé, lasciandosi alle spalle città in rovina e campi distrutti.
Le agenzie umanitarie sono sopraffatte dalla portata dell'emergenza, mentre i rifugiati continuano ad ammassarsi in campi improvvisati, privi di cibo, acqua potabile e cure mediche. Si teme che le epidemie possano diffondersi rapidamente, aggravando una situazione già disastrosa.
🚨Il Ruanda 🇷🇼 ha invaso la Repubblica Democratica del Congo 🇨🇩 ‼️
— 𝓙𝓸𝓱𝓷 𝓖𝓪𝓵𝓽 (@RivLibPopolare) January 26, 2025
Scene apocalittiche a Goma dove centinaia di migliaia di persone sono costrette a una fuga disperata per sfuggire all'avanzata delle forze ruandesi e del Movimento 23 Marzo@forumalcentro pic.twitter.com/67TJTuMYOJ
Le truppe di peacekeeping in difficoltà
Anche le forze di peacekeeping delle Nazioni Unite, in particolare quelle sudafricane, si trovano in condizioni precarie. Quasi senza munizioni, le truppe sono intrappolate in una situazione critica. Un volo di rifornimento è stato dirottato, e il Sudafrica sta tentando di negoziare con il Ruanda per garantire il ritiro in sicurezza delle proprie unità.
Questa situazione espone la debolezza delle operazioni internazionali di mantenimento della pace in una regione così instabile. Le forze Onu, spesso viste come l'ultima speranza per proteggere le popolazioni locali, sono ora impotenti di fronte all'avanzata delle milizie e alla complessità geopolitica della crisi.
Un conflitto dalle radici complesse
Il conflitto nella RDC non riguarda solo il controllo delle risorse naturali, ma anche antichi rancori etnici, tensioni politiche e interessi economici internazionali. La presenza di oro, diamanti e cobalto – quest'ultimo essenziale per la produzione di batterie e dispositivi elettronici – rende questa regione strategica per molti attori globali.
Tuttavia, le ricchezze del sottosuolo sono diventate una maledizione per la popolazione locale, che continua a pagare il prezzo più alto. I congolesi sono stati accolti in passato come rifugiati, ma ora si trovano a essere profughi nella loro stessa terra, vittime di una guerra che sembra non avere fine.
Andrea Ruggeri

Ps... Incredibile mappa che mostra la brutale ricchezza mineraria della parte orientale della RD Congo, una regione invasa dalle forze ruandesi e dall'M23.
Il Ruanda cerca di controllare i minerali dei conflitti.
I minerali dei conflitti o 3T sono il tantalio (coltan), lo stagno (tin) e il tungsteno (wolframio) che, insieme all'oro e ai diamanti, sono di grande interesse per il governo ruandese.
Il tantalio (coltan) è utilizzato principalmente nella produzione di telefoni cellulari e computer. La sua elevata domanda e scarsità lo rendono estremamente prezioso.
Lo stagno (cassiterite) è essenziale per la produzione di saldature nei prodotti elettronici e metallici.
Il tungsteno (wolframio) è utilizzato nelle leghe di acciaio per gli utensili da taglio e nell'industria elettronica.
Questi minerali sono fondamentali per l'economia globale, in quanto essenziali per l'industria elettronica e tecnologica.
Il controllo di queste aree minerarie garantirebbe al Ruanda un'influenza politica e militare nella regione, un progresso strategico senza precedenti.
Storicamente, i gruppi armati del Congo orientale sono stati finanziati dallo sfruttamento e dal commercio illegale di questi minerali.
Sebbene il Ruanda neghi ufficialmente qualsiasi legame, numerosi rapporti suggeriscono che il Paese ha fornito un sostegno indiretto a questi gruppi armati per mantenere l'accesso alle risorse.
Un vero e proprio gioco geopolitico in una delle aree con le risorse più importanti del pianeta.