L'effetto Sinner: dal successo sportivo alla distorsione pubblicitaria

01.03.2025

Jannik Sinner è ufficialmente il numero uno della classifica ATP, un traguardo che nessun italiano aveva mai raggiunto nei suoi oltre 50 anni di storia. Un risultato straordinario che non solo ha riacceso la passione per il tennis in Italia, ma lo ha trasformato in una vera e propria moda. In un Paese tradizionalmente dominato dal calcio, la sua ascesa ha creato un fenomeno raro: uno sportivo individuale capace di catturare l'attenzione del grande pubblico, trasformandosi nel volto perfetto per le campagne di brand prestigiosi.

Sinner è ovunque. Il suo volto appare tra un game e l'altro nei break pubblicitari, segno che non è solo il numero uno in campo, ma anche nella percezione del pubblico e degli inserzionisti. Nike, Gucci, Lavazza, Intesa San Paolo, Rolex, Alfa Romeo e Technogym lo hanno scelto come testimonial, ottenendo un ritorno d'immagine notevole. Secondo un'analisi di Shibumi Group e Blogmeter, il "fattore Sinner" ha migliorato sensibilmente il sentiment verso questi marchi, con aumenti della percezione positiva fino al 40% e una riduzione delle negatività fino al 29%.

Tra tutte, Lavazza ha saputo sfruttare al meglio la Sinner-mania, coinvolgendo direttamente i "Carota Boys", il fanclub ufficiale del tennista, in una strategia di marketing perfettamente integrata con la community. Un investimento intelligente, che ha rafforzato il legame tra brand e tifosi, amplificando la visibilità della partnership.

Ma c'è un risvolto curioso – e a tratti grottesco – di questo fenomeno. Avete notato come la pubblicità si stia popolando di improbabili sosia di Sinner? Bambini, ragazzi e ragazze con capelli rossi (spesso posticci), un proliferare di cloni dalla chioma artificiale che sembrano voler cavalcare il "fenomeno Sinner" senza averlo davvero. Casa.it, Vodafone, McDonald's e altre decine di brand hanno adottato questa discutibile strategia, dando vita a un esercito di "fake Sinner" che rasenta il surreale.

O tutti improvvisamente, in Italia hanno figli piccoli o adolescenti con i capelli rossi alla Sinner, oppure la fake Sinner Mania sta prendendo piede. 

Il rischio? L'eccessiva idolatria e la banalizzazione del suo successo potrebbero generare un effetto boomerang indesiderato. Se volete Jannik, investite su Jannik. Ma evitiamo di trasformarlo in una caricatura pubblicitaria.

Difendiamo i nostra campioni.

Andrea Ruggeri