Luciano Rispoli il Reggino che fece la Rai

26.10.2024

Il 26 ottobre 2016 Mariano Sabatini, a lungo suo collaboratore, ne annuncia la morte, avvenuta nell'abitazione di Casal Palocco all'età di 84 anni, dopo una lunga malattia.

Lo zio Luciano. Storico conduttore e tra i volti più amati della TV.

Faceva una TV civile, colta, rispettosa anche dopo aver lasciato la Rai. 

Nato a Reggio Calabria il 12 luglio 1932, morì a Roma il 26 ottobre 2016 è stato un conduttore televisivo, autore televisivo e conduttore radiofonico italiano, ritenuto uno fra gli iniziatori della televisione pubblica italiana, nel 1975 fu l'ideatore e conduttore del programma L'Ospite delle 2, il primo talk show televisivo trasmesso in Italia, mentre nella stagione 1983-1984 scrisse e presentò Pranzo in TV, il primo esempio di "dinner talk" italiano.

Tra il 1985 e il 1988 ideò e presentò Parola mia, il programma di maggior successo, incentrato sulla lingua e la letteratura italiana.

Come responsabile della direzione programmi radiofonici della Rai, commissionò spettacoli come Bandiera Gialla (1965-1970), di cui inventò anche il titolo, Gran varietà (1966-1979), Il buttafuori che ispirò Corrado nell'ideazione de La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio (1968-1979) e Chiamate Roma 3131 (1969-1974), lanciando, tra gli altri, personaggi come Maurizio Costanzo, Gianni Boncompagni, Paolo Villaggio, Raffaella Carrà, Paolo Limiti, poi Maria Giovanna Elmi, da Rita Forte (grazie alla quale divenne "zio Luciano") a Roberta Capua, da Mario Lubrano a Paola Saluzzi, a Rosanna Lambertucci e tanti altri ancora.

Fu per 10 anni direttore del Dipartimento Scuola Educazione (1977-1987).

Il suo modo di guardare avanti, i tanti format da lui ideati, come disse Mariano Sabatini in un'intervista "a cominciare dalla sua azione pioniera attraverso le Radiotelesquadre assieme ad Enzo Tortora, Renato Tagliani, Silvio Noto si andava in giro per l'Italia degli anni '60 su pulmini-palcoscenico ad organizzare spettacoli di piazza con la tuta della Rai, per indurre la gente ad abbonarsi alla Rai) fino alla fortunata trasmissione radiofonica «Chiamate Roma 3131» (aveva capito prima di tutti l'importanza del telefono per comunicare con la gente).

Insomma era reggino, forse il giornalista più corretto e decente della TV italiana, a cui la Rai deve tanto (ma non se lo ricorda) e a cui GIA Giornalisti Italiani Associati e U Riggitanu hanno dedicato Immemòriam .

Andrea Ruggeri