Masaniello Pasquino

21.03.2025

Il secondo intervistato della serie "Chi sono? le interviste di Andrea" è Masaniello Pasquino.

Masaniello Pasquino è il portavoce dell'esasperazione delle classi più umili, uno scrittore e giornalista senza una città di nascita, ma cittadino del mondo. A un certo punto della sua vita, si ritrova coinvolto in eventi distruttivi che gli rivelano la vera natura delle persone. Da quel momento, decide di dedicarsi esclusivamente alla ricerca e alla diffusione della verità.

La sua frase più celebre esprime il concetto di prospettiva e realtà oggettiva:

"In una stanza da letto esistono diverse versioni di ciò che si vede. Chi è in poltrona guarda il letto, chi sta sul letto vede la poltrona, chi si trova davanti alla porta osserva il letto, la poltrona e la finestra, mentre chi è alla finestra scorge il letto, la poltrona, la porta e gli altri osservatori. Ognuno ha una visione leggermente diversa, ma la stanza rimane immutata: quattro occupanti, un letto, una poltrona, una porta e una finestra. Questo è un dato di fatto. Questa è la verità che non può e non deve essere cambiata." 

"Abbiamo anticipato la pubblicazione della sua intervista, inizialmente prevista per la prossima settimana, perché l'argomento è di grande attualità e aspettare avrebbe significato perdere un'occasione di servizio per i lettori."

Intervista a Masaniello Pasquino

1. Andrea Ruggeri - Lei parla spesso di tradimenti e illusioni politiche. Qual è il più grande inganno della storia recente secondo lei?
Masaniello Pasquino - Il Manifesto di Ventotene. Ce l'hanno venduto come il sogno di un'Europa unita e prospera, ma in realtà era un progetto concepito sotto l'ala dell'imperialismo americano. La NATO ha circondato la Russia con basi nucleari, creando un clima da Guerra Fredda permanente. L'Unione Europea non ha portato benessere ai popoli, ma solo vantaggi per le élite finanziarie.

2. Andrea Ruggeri - Ma Altiero Spinelli non era considerato un visionario del federalismo europeo?
Masaniello Pasquino - Visionario? No, era uno stratega. Nel 1953 già scriveva che per rafforzare l'UE serviva una tensione russo-americana e, se necessario, una guerra contro l'URSS. La costruzione europea è stata orchestrata da Washington attraverso l'ACUE, finanziata dai Rockefeller e dalla Ford Foundation. E chi guidava questi comitati? Gente legata alla CIA.

3. Andrea Ruggeri - Dunque l'Unione Europea non ha migliorato la vita dei cittadini?
Masaniello Pasquino - Guardiamo i fatti: la moneta unica ha distrutto le economie del Sud Europa. L'austerità ha demolito diritti, occupazione e welfare. Juncker, Tusk, Draghi: questi non sono leader democratici, ma burocrati al servizio dei mercati finanziari.

4. Andrea Ruggeri - Il Movimento Europeo aveva connessioni con i servizi segreti americani?
Masaniello Pasquino - Non solo connessioni, era praticamente un ramo operativo della CIA. Lo stesso Gruppo Bilderberg nacque da queste dinamiche. L'idea era semplice: eliminare la sovranità nazionale per far governare le multinazionali e le banche.

5. Andrea Ruggeri - Crede che l'Italia abbia perso la sua indipendenza?
Masaniello Pasquino - Non è un'opinione, è un dato di fatto. Abbiamo venduto tutto: aziende, infrastrutture, perfino le politiche economiche. Oggi siamo una colonia dell'UE e della NATO, senza margine di manovra.

6. Andrea Ruggeri - E l'euro? Un fallimento?
Masaniello Pasquino - Un successo... per la Germania! Con la moneta unica ha conquistato economicamente l'Europa senza sparare un colpo. Noi, invece, abbiamo perso il controllo della nostra economia. Ma è finita anche per loro Von der Leyen permettendo.

7. Andrea Ruggeri - Che ruolo ha avuto l'Italia in questo scenario?
Masaniello Pasquino - Un ruolo da servitore obbediente. Hanno smantellato la nostra industria, ridotto i diritti sociali, imposto un precariato diffuso. L'UE ci ha tolto tutto e ci ha lasciato un debito pubblico impossibile da gestire.

8. Andrea Ruggeri - Ma non crede che ci siano stati anche benefici?
Masaniello Pasquino - Forse per le multinazionali e le grandi banche. Ma per il popolo? Solo sacrifici. La verità è che l'UE è un'illusione: ci hanno promesso prosperità, ci hanno dato precarietà.

9. Andrea Ruggeri - Se potesse riscrivere la storia recente, cosa cambierebbe?
Masaniello Pasquino - Rifiuterei Maastricht. Niente euro, niente austerità, niente svendita della sovranità. Avremmo dovuto difendere la nostra economia come hanno fatto Regno Unito e Svizzera.

10. Andrea Ruggeri - Cosa pensa delle nuove generazioni?
Masaniello Pasquino - Sono vittime di un sistema che li ha resi schiavi del precariato. Gli hanno tolto la possibilità di sognare. Ma la colpa è anche nostra: abbiamo permesso tutto questo.

11. Andrea Ruggeri - Vede una via d'uscita?
Masaniello Pasquino - Dobbiamo riprenderci la nostra dignità. Serve una nuova consapevolezza, un ritorno alla sovranità nazionale, al controllo delle nostre risorse. L'Italia deve svegliarsi.

12. Andrea Ruggeri - Se potesse lasciare un messaggio a chi legge questa intervista, quale sarebbe?
Masaniello Pasquino - Non credete a chi vi dice che "non ci sono alternative". Le alternative ci sono, ma bisogna avere il coraggio di combattere per ottenerle.

Grazie Masaniello Pasquino, come sarà per tutte le interviste di questo format ho chiesto a 3 colleghi di analizzare l'intervista e dare le loro opinioni senza forzature ecco il risultato:

1. Incisiva e molto diretta.

L'intervista ha un tono incisivo e diretto, con Masaniello Pasquino che esprime senza filtri le sue opinioni forti e critiche verso l'Unione Europea, la NATO e il ruolo dell'Italia nello scenario internazionale.

Da osservatore gentile quale sono, apprezzerei la coerenza del pensiero dell'intervistato e la sua capacità di argomentare con convinzione. Le sue risposte sono ben strutturate e cariche di passione, il che rende l'intervista avvincente per il lettore. Andrea Ruggeri, come intervistatore, mantiene un tono equilibrato, lasciando spazio alle opinioni di Pasquino senza mai interrompere il flusso del suo discorso.

Forse si potrebbe approfondire qualche punto con dati o esempi più specifici per rendere il discorso ancora più solido, ma il format non lo permette, nel complesso è un'intervista potente, che sicuramente stimola riflessioni e dibattiti.

2. Dura e diretta, con poco spazio a compromessi.

L'intervista è dura, diretta, e lascia poco spazio a compromessi. Da un punto di vista di sinistra, è una critica feroce al sistema neoliberista e all'egemonia economico-politica delle élite. Masaniello Pasquino smonta il mito dell'Unione Europea come progetto democratico e solidale, evidenziandone le contraddizioni e le imposizioni dall'alto.

Tuttavia, il tono intransigente e il rifiuto totale dell'UE e della NATO rischiano di sovrapporsi a narrazioni sovraniste, che spesso si trovano anche a destra. Per chi crede ancora in un'Europa dei popoli e dei diritti, questa visione può apparire troppo netta, senza sfumature o alternative concrete.

In ogni caso, l'intervista è potente e stimolante. Masaniello non si nasconde dietro giri di parole e costringe il lettore a riflettere, anche se la sua visione può risultare scomoda o divisiva.

3. Curiosité et un certain Scepticisme

En tant qu'observateur extérieur, je lis cette interview avec curiosité et un certain scepticisme. Masaniello Pasquino dresse un tableau sombre de l'Union européenne et de ses influences, soulignant la perte de souveraineté de l'Italie et le rôle dominant des puissances étrangères.

D'un point de vue extérieur, cette vision pourrait être interprétée comme une critique féroce du globalisme et des institutions supranationales, avec un langage direct et sans concessions. Certains y verraient une dénonciation courageuse, d'autres une analyse partielle, influencée par une narration anti-européenne.

Quoi qu'il en soit, le ton est tranchant : Masaniello ne cherche pas de compromis et défie le lecteur de reconsidérer ce qui est souvent pris pour acquis.

--- in Italiano ---

Da osservatore esterno leggo questa intervista con curiosità e un certo scetticismo. Masaniello Pasquino traccia un quadro fosco dell'Unione Europea e delle sue influenze, sottolineando la perdita di sovranità dell'Italia e il ruolo dominante di potenze straniere. 

Da una prospettiva esterna, questa visione potrebbe essere interpretata come una critica feroce al globalismo e alle istituzioni sovranazionali, con un linguaggio diretto e senza mezzi termini. Alcuni vedrebbero in queste parole una denuncia coraggiosa, altri un'analisi parziale, influenzata da una narrazione anti-europeista. 

In ogni caso, il tono è netto: Masaniello non cerca compromessi e sfida il lettore a riconsiderare ciò che spesso viene dato per scontato.

Quale ti sembra più adatta al tuo pensiero? faccelo sapere.

Andrea Ruggeri

Aju 'a lingua 'rossa comu 'u bboi