Quartuccio autocelebrazioni e altro

11.02.2025
Imm. presentazione mostra
Imm. presentazione mostra

Quante polemiche sterili, quante lamentazioni inutili, quanti attacchi ingiustificati! Così si cerca di difendere l'indifendibile, ma poi i fatti parlano chiaro: le lamentele erano più che giustificate.

Il caso in questione è quello della lapide di Palazzo Crupi, rimossa per "esigenze di allestimento". Lo ha dichiarato il Delegato alla Cultura di Reggio Calabria, Filippo Quartuccio, in una nota pubblicata da altri giornali e che riprendiamo in parte:

"A quanti, in queste ore, si attardano a discettare sulla lapide in pietra di Lazzaro rimossa dai muri di Palazzo "Pasquino Crupi", vorrei sottolineare che le istituzioni non si possono né si devono, in alcun modo, personalizzare" e ancora "tentativo autocelebrativo".

Ben detto, Quartuccio: "le istituzioni non si possono né si devono, in alcun modo, personalizzare". Dunque, se la coerenza vale ancora qualcosa, lo stesso principio dovrebbe applicarsi all'inaugurazione della GaGa, al lancio della costruzione del Museo del Mare, al Capodanno Rai e a decine di altri progetti sbandierati come trofei da questa amministrazione. Oppure vale solo quando fa comodo?

E poi, sempre Quartuccio scrive: "Tolta la targa per permettere l'installazione del colophon della mostra". Ma la polemica era proprio su questo! Dunque, in cosa avrebbe sbagliato Lamberti nel denunciarlo?

Non pago, il buon Delegato rincara la dose:

"Terminato l'evento reggino, dunque, sarà ripristinato lo stato dei luoghi e la lapide in pietra di Lazzaro, ormai acquisita fra i beni dell'Ente, troverà sistemazione in uno spazio che verrà individuato insieme alla Soprintendenza, questa volta evitando di danneggiare la struttura muraria del Palazzo".

Tradotto: la targa non tornerà necessariamente dove stava prima, potrebbe essere relegata in un angolo meno visibile. E quindi, ancora una volta, aveva ragione Lamberti a sollevare il caso.

Tuttavia, Quartuccio ha ragione su un punto: i veri danni a Reggio Calabria sono altri. Ma è altrettanto vero che la trasparenza sulle spese pubbliche dovrebbe essere sempre garantita. Perché una targa costata 5.469 euro è un'anomalia. Così come è un'anomalia un albero di Natale di plastica pagato 180.000 euro. E mi fermo qui.

Infine, il Delegato chiude con una rassicurazione:

"La rimozione dell'epigrafe non riguarda l'intitolazione del Palazzo al professor Pasquino Crupi, figura alla quale l'intera comunità è emotivamente affezionata, che sarà perennemente ricordata con una specifica targa in ottone, peraltro recentemente rinnovata, posata all'esterno dell'immobile che è, resta e resterà per sempre, patrimonio collettivo dell'intera comunità della Città Metropolitana di Reggio Calabria".

Bene, quindi una nuova targa. Speriamo che, nel "riciclo", non si perda il nome di chi ha voluto l'intitolazione a Pasquino Crupi, magari sostituendolo con qualche altro nome più gradito all'attuale amministrazione.

Sulla mostra nazionale "SalvArti" organizzata dalla Città Metropolitana insieme ai Ministeri dell'Interno e della Cultura, all'Agenzia per i Beni Sequestrati e Confiscati ed al Comune di Milano, già allestita alla Casa Museo Hendrik Christian Andersen di Roma e a Palazzo Reale di Milano niente da discutere, anzi un plauso al delegato, ma ...

Dovremmo preoccuparci di più a intitolare strade, corsi, piazze, targhe e statue ai nostri eroi, come Gianni VersaceAndrea Nicola Calipari, Luciano Rispoli ecc... senza polemiche sterili.

Ammiro Quartuccio per i modi, la presenza e la disponibilità a rispondere. Ho letto il suo libro "Un cuore in movimento". Ma le parole devono seguire ai fatti. E un giornalista esperto sa bene che "chiacchiere e tabacchiere di legno, non se le impegna nessuno".

Buon lavoro a Filippo Quartuccio e ai cittadini, ex amministratori o no. Continuate a vigilare sui nostri soldi e sulle azioni di chi ci governa, chiunque esso sia. Soprattutto quando diventa autocelebrativo.

Djàvlon